"Le divisioni del centrosinistra umbro frenano le azioni di riforma"


pubblicato il 6/26/2012
Ufficio Stampa

Il deputato del Pdl evidenzia le criticità interne alle giunte locali guidate dal Pd come emblema dell'incapacità di un'azione riformatrice da parte delle forze di centrosinistra negli enti locali umbri

“Il centrosinistra umbro non gode certo di buona salute visto che assistiamo ogni giorno a nuovi episodi di lacerazioni e divisioni interne alle coalizioni o allo stesso Partito Democratico, che minano l’azione di governo e di riforma da parte delle amministrazioni locali”. Ad affermarlo è Rocco Girlanda, deputato umbro del Pdl. “In Regione si sta consumando una partita durissima tra l’area ex Margherita e quella Ds, che vede lo scontro tra la fazione vicina alla Presidente Marini e quella ex popolare con Brega, Smacchi e Barberini, sulla riforma sanitaria, che è uno dei capitoli centrali della spending review che il governo sta operando a livello nazionale. Quello della sanità, tra l’altro, è uno dei temi che più stanno a cuore ai cittadini e che impatta maggiormente sulla loro qualità di vita. A Perugia non si riesce ancora a votare il bilancio per il comportamento imbarazzante dei consiglieri di maggioranza e la ripetuta assenza del numero legale di elementi per far svolgere le sedute. A Spoleto e Gubbio assistiamo ad altre situazioni emblematiche, con giunte guidate da giovani sindaci, usciti ampiamente vincenti dalla tornata elettorale, che per i conflitti interni e le ammucchiate di partiti fatti per imbastire una coalizione più ampia possibile, si trovano ad aver bruciato i premi di maggioranza e navigare a vista con numeri risicatissimi. In questo quadro, che mi auguro non sfugga ai cittadini, narcotizzati dal clima di rifiuto verso la politica e i partiti, sarà quasi impossibile ad assistere a vere e profonde azioni di riforma, contenimento della spesa pubblico, investimenti sullo sviluppo e la competitività dei territori, dal momento che le giunte dovranno preoccuparsi si risolvere i loro problemi interni, vivacchiare fino alla fine del mandato – conclude Girlanda – in barba alle necessità sempre più impellenti a cui la politica è chiamata a dare delle risposte chiare e puntuali”.