
“Per completare la galleria dei personaggi venuti alla ribalta della gogna mediatica attraverso la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche, ci manca solo che vengano pubblicate frasi carpite casualmente al Santo Padre, magari mentre stava confessando telefonicamente qualche fedele vip”. È quanto dichiara ironicamente Rocco Girlanda, deputato Pdl. “Non è un Paese democratico quello in cui il massimo rappresentante delle istituzioni repubblicane viene messo alla berlina da parte di un altro potere dello Stato. E purtroppo lo è ancora meno quando sono state pubblicate addirittura intercettazioni private senza alcun rilievo penale che vedevano coinvolto l’allora premier Silvio Berlusconi. Vale la pena ricordare, infatti, che proprio il Presidente del Consiglio rappresenta l'unica carica istituzionale scelta e voluta dal popolo che lo ha democraticamente eletto, a differenza degli altri vertici istituzionali, a loro volta nominati attraverso i rappresentanti diretti del popolo. Non possiamo dimenticare – continua Girlanda – l’alto costo delle intercettazioni telefoniche, principale voce del bilancio passivo del Ministero della Giustizia, su cui ancora attendo una risposta al mio atto di sindacato ispettivo, molte delle quali si sono rivelate inutili per le indagini, se non per i giornali più ciarlieri. Non è la prima volta, inoltre, che le intercettazioni riguardano la figura del Presidente Napolitano, nonché di esponenti e figure politiche internazionali giunte in Italia per eventi o incontri istituzionali. Mi auguro pertanto – conclude Girlanda - che il parlamento abbia il coraggio di approfittare del caso di questi giorni per porre immediatamente fine all'utilizzo delle intercettazioni e della fuga dei testi dagli uffici giudiziari ad uso e consumo politico e istituzionale”.